Moore Stephens Sicilia  

   

News  

Previous Next
  • 1
  • 2
Revisione legale: interruzione dell’incarico  Circolare Assonime n. 19 La circolare di Assonime - Assonime con la circolare n 19/2013 ha... Read more
Perdite su crediti concorsuali e periodo di deducibilità  05/09/2013 12:17 by Armellino Ermanno L’art. 101, co. 5, secondo periodo, del D.P.R. n.... Read more
La cessazione dell’incarico sotto la lente di Assonime Quali sono le circostanze in cui un revisore può dimettersi o essere revocato? Come procedere ad... Read more
Il Controllo di Gestione aiuta l’impresa a crescere Mai come oggi il controllo di gestione è un valore fondamentale per la crescita delle imprese.... Read more
Fa la cosa giusta! Pagare o rinviare, comprare o vendere, considerare il prezzo reale o nominale di un bene, sono... Read more
Cosa cambia per il collegio sindacale Le innovative disposizioni contenute nel D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 (inde anche «Decreto»),... Read more
   

Partners  

   
camaleonteweb.jpg
   

La cessazione dell’incarico sotto la lente di Assonime

Quali sono le circostanze in cui un revisore può dimettersi o essere revocato? Come procedere ad una cessazione “consensuale”? A questi e ad altri quesiti ha risposto Assonime con una circolare come sempre ricca di spunti interessanti.

La revoca
La società assoggettata a revisione può procedere alla revoca del revisore (o della società di revisione) laddove esista una giusta causa. Tale non può essere una semplice divergenza di opinioni, dovendo sussistere motivazioni di ben altro spessore.
Le situazioni previste dal Regolamento 28/12/2012, n. 261 del Ministero dell’Economia e delle Finanze sono molteplici.
Potrebbe, infatti essere mutato il soggetto che ha il controllo della società sottoposta a revisione, sempre che non ci si riferisca ad un trasferimento del controllo nell’ambito di un medesimo gruppo.
Altra causa potrebbe invece consistere nel mutamento del soggetto incaricato del controllo del gruppoche comporti il cambiamento anche del revisore della società appartenente allo stesso gruppo nell’ipotesi in cui la continuazione dell’incarico possa, in qualche modo, impedire l’acquisizione degli elementi necessari per il giudizio sul bilancio consolidato.
Ulteriori cause potrebbero riguardare l’insufficienza di risorse da parte del revisore per la prosecuzione dell’incarico, piuttosto che l’esigenza di allineare la scadenza dell’incarico della controllata con quella della capogruppo.
Fra le altre circostanze che possono condurre all’esistenza della giusta causa di revoca (gravi inadempimenti del revisore, acquisizione o perdita della qualifica di ente pubblico) segnaliamo quella relativa alla sopravvenuta inidoneità a ricoprire l’incarico. È il caso in cui siano intervenute relazioni di interesse (finanziario, di lavoro, ecc…) che influenzino l’indipendenza di chi è chiamato a ricoprire l’incarico di revisore.
Un’ultima, ma non meno importante circostanza, riguarda il caso in cui alle società a responsabilità limitata vengano a mancare le condizioni previste dall’art. 2477 c.c. per la nomina obbligatoria del revisore. In questa situazione la norma sembrerebbe legittimare la revoca per giusta causa.


Le dimissioni
Ferme restando la validità, per le dimissioni del revisore, delle cause che ne legittimano la revoca, vanno altresì segnalate ulteriori circostanze specifiche.
Fra queste spicca il mancato pagamento del corrispettivo, così come il mancato adeguamento dello stesso in base alle clausole previste contrattualmente. In questo caso la società di revisione (o il revisore) saranno chiamati a mettere in mora la società che non adempie ex art. 1219 c.c..
Fra gli altri motivi che possono spingere il revisore a rassegnare le proprie dimissioni si segnala l’impossibilità di effettuare il proprio compito (“impedito controllo”), per impedimenti arrecati dall’organo amministrativo.
In caso di dimissioni il revisore non decade immediatamente dal proprio incarico, dovendo attendere l’efficacia della delibera assembleare di nuova nomina; la prorogatio non può però durare più di 6 mesi.


Risoluzione consensuale
Alle parti è comunque concesso di risolvere consensualmente il proprio rapporto, purché vi sia la garanzia della continuità dell’attività di revisione legale, che non può venire a mancare. Valgono, anche in questo caso, le medesime considerazioni svolte poc’anzi in tema di prorogatio dell’incarico.


Gli obblighi di comunicazione
Assonime ricorda che le società assoggettate a revisione hanno l’obbligo, secondo quanto dispone ilD.Lgs. n. 39/2010, di comunicare tempestivamente la cessazione dell’incarico del revisore o della società di revisione al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Consob, in caso di ente di interesse pubblico. In quest’ultimo caso, secondo l’Associazione fra le società italiane per azioni, l’interpretazione letterale della norma e lo scopo della stessa fanno presupporre che l’informazione debba essere duplice e che non vada solo data alla Consob, ma anche al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato presso il MEF.

   
© 2013 MOORE STEPHENS SICILIA S.R.L. - P.IVA 02124310836