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Cosa cambia per il collegio sindacale

Le innovative disposizioni contenute nel D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39 (inde anche «Decreto»), recentemente entrato in vigore, con il quale è stata recepita la Direttiva 2006/43/Ce (nota come “Nuova ottava direttiva” o “Direttiva audit”), sono destinate a modificare radicalmente l’operatività del collegio sindacale, in specie laddove esso sia incaricato della revisione legale dei conti.

Innanzitutto, è necessario chiarire quali sono le ipotesi nelle quali, alla luce del quadro delineato dal D.Lgs. 39/2010, il collegio sindacale può essere incaricato della revisione legale dei conti, dovendosi ora distinguere tra:
– enti di interesse pubblico;
– società per azioni diverse dagli enti di interesse pubblico;
– società a responsabilità limitata.


Gli enti di interesse pubblico La nozione di ente di interesse pubblico è contenuta nella Direttiva 2006/43/Ce che, all’articolo 2, n. 13, individua come tali:
- gli enti disciplinati dal diritto di uno Stato membro i cui valori mobiliari sono ammessi alla negoziazione in un mercato regolamentato di uno stato membro;
- gli enti creditizi;
- le imprese di assicurazione.


Ogni Stato membro ha però facoltà di comprendere in questa categoria anche altri soggetti, come ad esempio quelli aventi un interesse pubblico significativo per la natura della loro attività, per la loro dimensione o per il numero di dipendenti.
Il legislatore nazionale ha attuato le disposizioni comunitarie creando, con l’articolo 16 del Decreto, una categoria di enti di interesse pubblico molto ampia, comprendente non solo le società quotate, gli enti creditizi e le imprese di assicurazione, ma anche altri soggetti:
società di investimento a capitale variabile, società di gestione del risparmio, società di intermediazione mobiliare, società di gestione dei mercati regolamentati, società che gestiscono sistemi di compensazione e garanzia, società di gestione accentrata di strumenti finanziari, istituti di moneta elettronica e intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale tenuto dalla Banca d’Italia ai sensi dell’articolo 107 Tub.

 

 

 

   
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